Poesia - Antonino Mento - POESIA

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Poesia - Antonino Mento

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Antonino Mento

Il compito dell’uomo è quello di essere.
Il compito del poeta è quello  di comunicare emozioni: odori, colori, catturati per strada o rubati alla natura, che ti prendono e vanno al di là di ogni altra forma di creatività. Il poeta non può prescindere dalla sua condizione esistenziale e pertanto la poesia diventa un’intima ricerca fatta di pieni e di vuoti.
Antonino Mento ci prova con questa sua prima raccolta dal titolo “Quadri e Soqquadri”, vincitrice del 7° Concorso di poesia “Poetici Orizzonti”, nel tentativo di veicolare il suo sentire in una cultura quella inglese, totalmente diversa dalla nostra. Questa è in realtà una tappa, la più importante di un percorso ricco di diverse esperienze vissute dall’autore a Catanzaro, la città dove è nato, e Milano dove attualmente vive  e lavora occupandosi di Turismo ed Eventi. Persona alquanto eclettica è stato per un breve periodo conduttore del programma radiofonico ”Opinioni a confronto”, e ancora comparsa nel cortometraggio “Il segreto di Virginia” di Romeo Conte, e nel film “A casa nostra “ di Francesca Comencini. Attualmente partecipa tutti i venerdì sera presso il Cafè  Atlantique, noto locale trandy di Milano, al reading –show  -INFUSIONE-curato dalla contessa Pinina  Garavaglia. È stato più volte premiato per le sue belle poesie.

Ecco alcuni dei riconoscimenti ricevuti:

·         Vincitore del I premio al Concorso Nazionale di Poesia  “ Enzo D’Andria”- Treviso edizione 2003 con la poesia “Il corso delle cose”

·         Vincitore dell’8 Concorso di Poesia “Habere Artem” indetto dalla Aletti Editore con la poesia “Intuizioni”edita nel libro antologico “Habere Artem” vol. VIII -ottobre 2004

·         Vincitore del Concorso di Poesia  “Parole in Fuga”indetto dall’Aletti Editore e dalla rivista “Orizzonti” con la poesia “Percorsi”edita nel libro antologico “Parole in fuga- libro blue-dicembre 2004

·         Vincitore del Concorso di Poesia  “Parole in Fuga”indetto dall’Aletti Editore e dalla rivista “Orizzonti” con la poesia “Stromboli”edita nel libro antologico “Parole in fuga- libro rosso dicembre 2004

·         Vincitore del Concorso di Poesia  “Parole in Fuga”indetto dall’Aletti Editore e dalla rivista “Orizzonti” con la poesia “Note di un sottile fascino”edita nel libro antologico “Parole in fuga- libro verde-dicembre 2004

·         Selezionato con la poesia “L’Intruso”edita all’interno dell’antologia “Voci del Duemila-I Poeti del Terzo Millennio” dalla casa editrice Golden –Press di Genova-edizione 2005

·         Selezionato con la poesia “Il corso delle cose”per la pubblicazione in un’opera antologica con la poesia più bella del VII Concorso di Poesia “Poetici Orizzonti” vol V, indetto dall’editore Aletti & la rivista Orizzonti-maggio 2005

·         Selezionato per il Concorso sulle poesie d’amore con la poesia “L’Amore Irrisolto”edita all’interno dell’antologia”Verrà il mattino e avrà un tuo verso”vol.2- Aletti Editore-maggio 2005

·         Selezionato con la poesia “Narcisi Gialli” all’interno della collana Audio libri “Altre Sembianze”vol.2 Aletti Editore

·         Vincitore del III premio del Concorso “Premio Nazionale di Poesia- Teramo 2005 –Gino Recchiuti”-sotto l’alto Patronato dell’Ambasciata Americana in Italia- Teramo II edizione 2005 (Associazione Culturale la Luna) con la poesia “Melancholy Stars” sezione poesia in lingua inglese- dicembre 2005

·         Vincitore del I premio, per la silloge di poesia bilingue inedita, nella VII edizione del Concorso di poesia “Poetici Orizzonti” indetto dalla casa editrice Aletti pubblicata dalla casa editrice stessa nel dicembre 2005 con il titolo”Quadri e Soqquadri”

·         Selezionato per l’Antologia dei “Poeti Italiani Contemporanei”regione Liguria - Piemonte-Sardegna con la poesia “Camogli” edita dalla Aletti Editore- febbraio 2006

·         Menzione d’onore della Giuria per Silloge Poetica “Quadri e Soqquadri” Edita dalla casa editrice Aletti , nella II edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “IL Concorso degli Assi” indetto da Carta e Penna d’Autore sotto il patrocinio del Comitato Culturale di Torino Capitale mondiale del Libro e dall’Unesco-aprile 2007

·         Attestato di partecipazione alla 1 edizione del premio di poesia “Città di Assago”

 

Ha scelto per i lettori due poesie tratte dalla raccolta “Quadri e Soqquadri”

IL CORSO DELLE COSE

Nell’oblio della mente tornano
in me come flashes immagini
non più vere: un volto, un sorriso
e con essi il dolce suono della
        tua voce.

La voce dei tuoi silenzi che
riesce a parlare ancora alla
        mia solitudine.

Una voce che mi racconta
dei tuoi dubbi, delle tue paure,
delle tue più segrete
        speranze.

Una voce che mi chiede di non
andare via, ma di restare accanto
a te con discrezione, rispettando
        il tuo dolore.

La tua voce, io
continuerò ad ascoltare,
sia pure nella consapevolezza
        di una realtà ostile.

La tua voce, io
continuerò ad amare,
senza pregiudizi e senza
orgoglio, percorrendo insieme
a te, nel tempo che passa,
       il corso delle cose.

MELANCHOLY  STARS

The sad eyed man
was  there, looking at the sea,
deprived of moon, the earth
was burning, be didn’t know.

Motionless, buried in
his silent loneliness
he was listening to the sound
of waves, coming from east,
like an old monotonous song,
       so mysterious.

Vainly, should he wander
cold, inhospitable lands,
he will go there
leaving a gentle
smile behind.
Your own.

Hanno scritto di lui:

libro Quadri e soqquadri

C’è un fascino della divisa nelle parole. Ma le parole si vestono, si bardano come vogliono. Sono renitenti alla leva, a meno che, non ci sia uno squillo di tromba che motivi, musicalmente, un’alzataccia o una nottataccia. Le parole di Antonino Mento indossano la divisa di ordinanza, da parata. Perché sono ferme, sicure. Ma non disdegnano come divisa la camicia hawaiana che solo i turisti del sentimento si sentono di indossare. Un nativo non lo farebbe mai. Ma Antonino Mento non mente. è calabro come un calabrone che ronza come una vespa sulla città di Milano. La divisa di ogni parola vera è fondamentalmente apolide.
C’è una città d’origine nel cuore dell’autore di “Quadri e soqquadri” ma come in “Accordi e disaccordi” di Woody Allen la musica cambia. Le parole diventano, a un tempo, quadro e cornice. La ricerca dell’amore a volte raggiunto e a volte coscientemente abbandonato (con amore) fa sì che le sue “canzoni” siano degne di un canzoniere che ha almeno due identità linguistiche. Contrapposte. Opposte e a volte persino supposte nel sedere di un crocevia di emozioni. La differenza tra un papa e una pipa. L’assonanza quando un papa che sta fumando la pipa si rende conto che è un calumet della pace. Ma non dei sensi. I sensi sono sempre allertati.

Come diceva Rimbaud “dunque il poeta è il vero ladro di fuoco”. La divisa delle parole di Antonino Mento è quella di un pompiere che non può spegnere il fuoco del bambino che è in lui ma ci offre l’uscita di sicurezza della scala antincendio delle sue parole. Le poesie non sono mai solo poesie. Le canzoni non sono mai solo canzoni. Sono le corazze, le divise. Su cui qualcuno... io... il lettore... l’ascoltatore... è giusto che ci appiccichi una medaglia.
Andrea G. Pinketts


Antonino Mento, una vita per la poesia, rivela nella sua opera un mondo poetico ricco, inteso, che avvince il lettore, lo commuove, gli offre stimoli che suscitano echi profondi, spunti che gli chiedono in un certo senso di essere sviluppati coinvolgendo chi legge nel processo creativo. Chiara è la volontà di fissare in immagini esperienze fuggevoli attraverso un’attenta selezione del lessico e la ricerca di ritmi fluidi.
I temi sono i più vari, ci si presentano talora in un’atmosfera incantata, di sogno, talora in un vago senso di mistero pervaso dall’angoscia di dolenti esperienze o da immagini dell’uomo afflitto da interrogativi drammatici.
Suggestiva la riflessione sul tempo (In attesa) che si conclude con un interrogativo pervaso d’ansia:
“Ma ancora una volta il tempo / mi chiede del tempo…Ma l’amore saprà aspettare che / il tempo passi e giunga il tempo di amare?”
Viva impressione mi ha fatto anche “Lolus” con la sua “prateria irradiata dal rosso / sangue dei tramonti”, con il “tuo sguardo intenso sopra di me” (lo sguardo di Giovanni Paolo II ) e con “l’inafferrabile poesia dell’aria che ora io respiro”.
Nella poesia “Il corso delle cose” mi ha toccato “quella voce dei tuoi silenzi” che riesce a parlare alla solitudine”
In “Stelle meste” commuove la figura dell’”uomo dallo sguardo triste” che guardava il mare / orfano della luna” e che continua il suo “sterile pellegrinare”, lasciandosi dietro la / dolcezza di un sorriso”
Nella raccolta di poesie di Antonino Mento, “Quadri e Soqquadri” si sente la vivissima sensibilità di chi le ha scritte, una forte tensione spirituale, un grande desiderio di portare alla luce ciò che è riposto nel profondo dell’animo , nello sforzo di esprimere ciò che è inesprimibile, l’ineffabile.

Laura Craici


Prsentazione del libro di A. Mento
Presentazione del libro di A. Mento

Intervista

Come è nato il tuo interesse per la scrittura in generale e la poesia in particolare?
Ho iniziato a scrivere tardi, intorno ai 25 anni, ma ho sempre rivolto la mia attenzione alla poesia, poiché rappresenta, a mio parere, un mezzo attraverso cui l’uomo si ritrova.

Da dove nasce l’esigenza di scrivere un libro di poesie
L’esigenza di scrivere nasce dunque dalla necessità di ricercare delle verità e attraverso la poesia ho potuto trovare le risposte alla moltitudine di interrogativi che la quotidianità nella sua complessa semplicità ci pone.

Da cosa, quali eventi, momenti della vita, da quali possibili ispirazioni è venuta fuori l’idea di “Quadri e soqquadri”
Il compito dell’uomo è quello di essere.
Il compito del poeta è quello di comunicare, trasmettere sensazioni, stati d’animo.
Il poeta non può prescindere dalla sua condizione esistenziale e pertanto la poesia diventa un’intima ricerca fatta di pieni e di vuoti di chiari e di scuri di quadri e soqquadri per l’appunto.

Dunque di conseguenza a questo discorso, quale è il valore esistenziale della poesia all’interno della tua vita personale?
Ho sempre considerato la poesia , non come qualcosa da creare, ma qualcosa in cui si traduceva un’esperienza di vita, e di conseguenza  ogni poesia contenuta nella raccolta non è un mondo a se, ma rappresenta un momento di un processo evolutivo che  termina con la poesia Lolus, nomignolo con il quale da bambino veniva chiamato Papa Giovanni Paolo II.
Ma Lolus, non il punto di arrivo del viaggio, ma una tappa necessaria per verificare nuove possibilità di essere che prendono forma da un intimo desiderio di voler veicolare il mio sentire in una cultura diversa da quella inglese decisamente diversa dalla nostra in un sottile gioco di ordine e disordine.

Come è nato il sodalizio con la traduttrice?
Queste cose non nascono mai  per una precisa scelta, ma accadono spesso in maniera casuale.
Anni di  conoscenza hanno reso possibile una trasposizione, da parte della traduttrice Giulia Perrella, della mia naturale semplicità espressiva, in un’altra forma linguistica, una lingua sintetica ma sonora, quale quella inglese.

Come consideri il tuo processo poetico?
Le  tematiche delle mie poesie prediligono l’evocazione, la realtà vive attraverso i ricordi.
Il linguaggio poetico si esplica attraverso immagini, suoni che evocano sentimenti, stati d’animo.
Le parole diventano al tempo stesso cornici e quadro.

Credi nell’ispirazione?
Assolutamente si. Il linguaggio poetico in particolare, può trasmettere al lettore l’essenza dell’arte.

A quale delle poesie contenute nel libro sei più legato sentimentalmente e linguisticamente?
Sentimentalmente a tutte, linguistamente alla poesia:”Il corso delle cose” poiché rispecchia la tematica delle mie poesie: in un turbinio di immagini vengono evocate come flashs ricordi, stati d’animo

Quanto tempo hai impiegato a scrivere il tuo libro?
Non saprei dirlo con esattezza. Quadri e Soqquadri è nato così, giorno dopo giorno, da una intensa ricerca, un percorso interiore caratterizzato da tappe il cui fine è quello di verificare le infinite possibilità dell’essere.

A chi è rivolto principalmente il tuo libro? Agli uomini o alle donne?
Quando scrivo non mi soffermo su ciò che possono pensare i lettori o le lettrici. Non credo comunque che vi siano differenze significative da escludere che ciò che interessa gli uni non possa coinvolgere gli altri.

Serve scrivere poesie?
Sicuramente a qualcuno serve, altrimenti non si scriverebbero. Bisogna leggere questa utilità non in senso consumistico e materialistico. La poesia ha comunque un ruolo ben preciso.

Che ruolo svolge la poesia?
Solo se ascoltata , se incide , la poesia richiama il lato umano. Ed è per questa ragione che colui che scrive deve essere semplice e genuino perché solo in questo modo riesce a comunicare in modo irreversibile qualcosa di assolutamente unico, di suo.

Che cosa fai oltre a scrivere?
Non c’è alcun rapporto tra il lavoro che svolgo attualmente e lo scrivere.
Da ragazzo il mio sogno era quello di diventare un valente medico. Questo sogno non si è realizzato, e alla fine ho pensato di scavare nel profondo della psiche umana, scendendo con le mie parole , la mia poesia nei labirinti del sentire.


Quali sono i tuoi poeti preferiti e che ti hanno affascinato anche da bambino?
Senz’altro Montale, Leopardi, Cesare Pavese, Mario Luzi.

Hai in mente un nuovo libro, quali sono i tuoi progetti futuri?
Top secret.


 
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