Carlo Pisapia - Momentum 2 - POESIA

Vai ai contenuti

Menu principale:

Carlo Pisapia - Momentum 2

Freschi di stampa
CARLO PISAPIA - Momentum 2 - Golden Press
ISBN 978-88-99042-12-7 - Prezzo di copertina: Euro 10,00
 
A distanza di nove anni da Momentum, Carlo Pisapia raccoglie in volume ventuno componimenti che proseguono l'esperienza del precedente lavoro, ne sottolineano gli sviluppi e ne evidenziano l'evoluzione. Non tanto dal punto di vista espressivo e stilistico, in quanto la poesia dal verso completo ed incisivo, tipica dell'autore, emerge anche da questo “secondo atto” del lavoro, quanto per ciò che concerne la pulizia dello scavo interiore, gli obiettivi perseguiti, le tappe percorse dal pensiero.
Totalmente interno è il vettore poetico che puntualizza stati d'animo complessi; lo sguardo sull'esterno, sulle incidenze della vita e sui fragori della linea di realtà effettuale, è ovunque filtrato dalle traiettorie sfuggenti del pensiero. Potremmo dire dai capovolgimenti continui del pensiero, da un contrasto tra pieni e vuoti di sensazioni, come un cortocircuito prolungato che ora atterrisce ed ora rasserena, che qui sembra scrollare le spalle e altrove si fa fitto e puntuale, compreso e compunto. Dalle scariche elettriche di emozioni e di letture dei fenomeni barbagliano, inquieti, ipotesi e colori, vedute simboliche e fulminee metafore, e poi alberi, rovine, civiltà, tramonti, sofferenze, illusioni; tutti frammenti di processi sottilmente analogici che si stemperano, angosciosi benché freschi e vitali, nella proteiforme definizione lapidaria di un assunto esistenziale di enorme portata: “Pensare a Dio significa perdere solo del tempo”. Un suono più che un enunciato, un motto spontaneo più che un pensiero, un deposito di ardente forza comunicativa più che una dichiarazione di resa o di improbabile slancio nichilista.
Il rovello del pensiero del poeta non è peso ma condizione spontanea ed irrinunciabile. Le parole (almeno in versi) non servono a definire ma ad indicare percorsi tracciando traiettorie che esulano dalla logica abituale per sondarne un'infinità di altre possibili. Nella poetica di Pisapia le parole valgono, all'interno di un verso preciso, come fossero coincidenze di opposti: La “felicità” e “il mostro”, la “minaccia” e la “corsa” liberatoria, da non interrompere, in una sorta di ampio tragitto che ha tutta la studiata fatalità del chiasmo e tutta la consapevolezza del contrasto ineluttabile.
Talvolta sono gli oggetti a fornire i punti di contatto di un'illuminazione che metta ordine nel brulicare delle vibrazioni dell'animo; si fingono scenografia, tali oggetti, e sono invece il nucleo percettivo di un grumo che scava nell'intimo: sassi, giocattoli antichi, bambole, ombre, nuvole. I versi di Pisapia conferiscono alle cose un'ontologia reinventata, impalpabile, che permetta loro di farsi comunicazione del sogno, dell'intuizione, persino del bilancio che si vuol trarre da una vicenda esistenziale appena intravista sullo sfondo e poi sfumata via con una domanda, un corsivo, un altro accenno a Dio. Il “mimetismo” non è semplice strategia per salvarsi la vita, quanto piuttosto uno strumento di scandaglio universale; non sembrerebbe per mettere ordine, forse nemmeno per centrare un obiettivo rassicurante, ma per definire un istante di vita nella propria valenza assoluta e non transitoria, per attribuire un valore ai tanti sussulti del cuore che fanno ressa intorno, che strattonano ad ogni passo della vita, un po' di qua e un po' di là, facendoci perdere, oltre che il tempo, anche il senso dell'orientamento. Altrimenti, davvero il “presente” è solo “ingannevole” e un minuto, per quanto sofferto o goduto, finisce per diventare un anonimo tratto di linea compreso tra due segni senza senso.
Interessante è la scelta del poeta di concludere questo “Momentum 2” con la pubblicazione di alcuni commenti, ricevuti sul web, alle singole liriche. Il componimento singolo, in questo caso, si presenta anche nella propria validità laboratoriale, come spunto di osservazione e occasione di confronto, ad agitare altre anime, a suscitare nuove correnti emotive in un dialogo frammentario e libero, fecondo slancio che propone se stesso come spinta involontaria per ulteriori percorsi. Anche in questo, quindi, perfettamente in linea con i contenuti dell'opera.
                                 Alessandro Mancuso


 
Torna ai contenuti | Torna al menu