Poesia - Enny Bice Satta - POESIA

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Poesia - Enny Bice Satta

Vetrina degli Autori
Enny Bice Satta

Già insegnante di lettere classiche in alcuni istituti superiori genovesi, Enny Bice Satta svolge un’intensa attività culturale.
Ha pubblicato: Presente! Lettere dal Fronte del Bersagliere Tito Sbolci (Ed. Novantico, Pinerolo, 1996); I Sacrari dell’Onore (Edizioni BM, Genova, 2005); Schegge del passato (Ed. Golden Press, Genova, 2006); La pubblicità degli anni 1920-1940 - ricordi e rimpianti (Ed. Golden Press, Genova, 2006).




ENNY BICE SATTA – Schegge del passato – pp. 214 – Codice 45131 –  Prezzo di copertina: Euro 25,00  - ISBN 88-89558-05-9

Enny Bice Satta, dopo il successo de I sacrari dell’onore,
in cui narra episodi sconosciuti ai più del periodo della guerra civile, torna a parlarci del periodo fascista e lo fa con competenza. Già insegnante di lettere classiche in alcuni istituti superiori genovesi, Enny Bice Satta ci offre un excursus delle opere compiute dal fascismo e una parziale analisi degli artisti dell’epoca.

Se per i più giovani questo libro rappresenta l’occasione per conoscere alcuni aspetti trascurati di un periodo storico pur tuttavia importante, per altri rappresenta il proprio passato.

libro Schegge del passato
libro La pubblicità degli anni 1920-1940

ENNY BICE SATTA – La pubblicità degli anni 1920-1940 (ricordi e rimpianti)  - Prezzo di copertina: Euro 25,00 - Codice  45141 cm 17 x 24 – pagine 240 - illustrato – ISBN 88-89558-06-7

A breve distanza di tempo dal successo di Schegge del passato, sua ultima fatica storico-artistica, Enny Bice Satta torna a parlarci degli anni venti-quaranta. Questa volta lo fa attraverso le pubblicità dell’epoca.
In questo libro vengono esaminati oltre centosettanta inserti e manifesti pubblicitari, in un racconto che abbraccia ogni settore dell’economia e che nello stesso tempo lascia spazio anche al ricordo e al rimpianto per un’epoca che non c’è più.

In uno di quei pomeriggi grigi dell’autunno, in cui non sei invitata ad uscire di casa per timore della pioggia, mi sono dedicata a riordinare una parte della mia vasta biblioteca e tra i vari libri mi capitò un grosso volume, che non ricordavo di possedere; infatti era stato rilegato molti anni fa e conteneva alcune riviste degli anni 1930-40, vale a dire riviste di settant’anni fa. Incuriosita, incominciai a sfogliarle e un’infinità di ricordi si accavallarono nella mia mente. Soprattutto mi stupii dell’abbondante pubblicità, che anche allora veniva inserita in esse. Allora pensai: “Perché non fare una carrellata di queste fonti d’informazione, per metterle al confronto con quelle attuali?”. Dal pensiero al computer trascorsero pochi minuti ed ora sono qui, per dividere con voi emozioni e ricordi (Enny Bice Satta).

ENNY BICE SATTA – PRESENTE! – Lettere dalla trincea del bersagliere Tito Sbolci – Novantico Editore – Pinerolo 1996 – pp. 120 – f.to 17x24 – 73 illustrazioni.

Presentare le lettere scritte da Tito Sbolci durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, non è un compito difficile; mentre è più arduo far comprendere al lettore, come questi scritti siano la testimo­nianza di una generazione, non così lontana da noi, la quale, pur con le dovute eccezioni, si rispecchia nei sentimenti dello stesso Tito, un vero soldato, pronto a qualsiasi sacrificio per il trionfo della Patria. Che fosse tale, lo dimostrano sia la medaglia d'argento, sia la lettera dal contenuto per nulla allarmante, inviata al padre dopo lo scoppio di una granata austriaca, che lo ferì gravemente al braccio destro (successivamente amputato per sopraggiunta cancrena) e alla gamba destra, accorciatasi di ben otto centimetri e mezzo ? «Sono ferito ad un braccio e ho una lussazione ad una gamba».

libro Presente!

Oggi molti credono che l'onore, il sacrificio e l'amore per la patria siano un'invenzione dei politici e dei fabbricanti di cannoni e che il popolo abbia sempre voluto il benessere materiale, il quieto vivere: al contrario queste lettere testimoniano che centinaia di migliaia di giovani s'immolarono per l'onore dei proprio reparto, per la vìttoria e per la grandezza della patria. Eppure al martirio di tanti giovani ci fu chi rispose con lanci di olio bollente e di sputi al loro rientro vittorioso in patria: una minoranza per fortuna, ma che ancora oggi esiste e vorrebbe poter avere pieni poteri. Anche se gli scritti di Tito focalizzano il periodo 1915-16, egli non cessò mai di operare per il bene dell'italia, infiammato da quel sentimento patrio, che lo portò a servire di nuovo la patria, quando fu richiamato in servizio a Tortona (AL) nel 1935, pur con gli oneri di una famiglia da lui adorata. Allo stesso modo non esitò ad aderire alla Repubblica Sociale Italiana, mosso dallo stesso entusiasmo, di quando aveva partecipato al movimento fascista degli anni venti. Terminò la sua odissea nel terribile campo di concentramento di Coltano (PI) assieme alle migliaia di uomini, che certamente portaro­no nei loro cuori la sua stessa fede senza l'onta dei tradimento nei confronti degli alleati Tedeschi. In quei PWE di Toscana la Convenzio­ne di Ginevra fu ignorata.*
Eppure Tiito, dato le sue condizioni fisiche, avrebbe potuto trovare motivi validi per non aderire alla RSI, ma non volle e certo ciò non fu capito né dagli Italiani di allora, né tanto meno, forse, può esserlo capito oggi (Carlo Viale).

* Pietro Ciabattini, 'Toltano 1945 - Un campo di concentramento dimenticato".

SOMMARIO
Presentazione del personaggio e dei fatti • Epistolario: Lettere dalla trincea • Il ferimento e l’amputazione • La medaglia d’argento al valore militare • L’operazione della gamba all’Ist. Rizzoli • Dalla R.S.I. a Coltano, brevi cenni • Album fotografico:
-  La I Guerra Mondiale - Tortona (1935-45) - i Bersaglieri a Genova

libro I sacrari dell'onore

ENNY BICE SATTA – I Sacrari dell’onore – Edizioni BM – Genova 2005 – pp. 664

Un racconto su chi è caduto, non una storia su chi e con chi era schierato. I morti sono tutti uguali, non hanno colore. Lasciano solo dolore in chi resta. Morti di ogni razza, di ogni credo e di ogni colore. Erano soldati, erano militanti, erano comunque italiani. Ecco, il libro di Enny Bice Satta ha questo taglio, il taglio di chi non fa differenze ma vuol ricordare a tutti che è il dolore il filo conduttore di queste 600 pagine. Il viaggio ideale di questo libro è quello della nostra Penisola, ma a guidare la penna non è la volontà di tracciare delle differenze, è invece quello di unire nel ricordo di coloro che, sotto ogni colore, hanno lasciato sul territorio, sparsi qua e la, i propri corpi assieme ai propri ideali. Questi sono i sacrari dell'onore, quei luoghi dove ognuno può accedere e vedere chi e quando, transitando, lasciò qualcosa per la patria. La vita (Emanuele Mattiello).



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