Maria Giovanna Perroni Lorenzini - Salvare il cuore - POESIA

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Maria Giovanna Perroni Lorenzini - Salvare il cuore

Freschi di stampa
MARIA GIOVANNA PERRONI LORENZINI - Salvare il cuore - racconti - Golden Press
ISBN 978-88-99042-14-1 - Euro 8,00

Questo libro, presentato al premio editoriale l’Incontro, edizione XIX, 2014,
promosso dalla casa editrice Golden Press di Genova, è stato segnalato 
dalla Giuria pre-sieduta dallo scrittore Alessandro Mancuso, con la se-guente motivazione:
“Una corona di racconti edificanti, morali, di pieno sentimento. La prosa, scolpita ed impeccabile, trat-teggia personaggi di grande umanità e spessore, im-mersi in una realtà che non ne scalfisce la forza d’ani-mo, anzi irrobustisce la fede, la fiducia negli altri, lo scambio reciproco.”


“E allora (la gigantessa) decise di morire. E volle, ancor piena di forze e inconsunta, donare la ricchezza del suo im-menso corpo per la fecondità degli sterili monti.
E quando fu pronta si sdraiò dove ancora la vedi e comin-ciò a fissare il sole, la luce. E dagli occhi, anche per il dolore di dover morire, le spuntarono molte lacrime, che formarono numerosi ruscelli d’acqua dolce (le sue lacrime infatti non e-rano salate, come quelle di noi uomini); ed i ruscelli, riunen-dosi, divennero fiumi che inumidirono il suolo, ormai fecondo degli umori del suo corpo. Nacquero così alberi ed erbe, intere foreste. Un giardino per gli animali che presto sarebbero ve-nuti ad abitarlo. Intanto lo scheletro della gigantessa si fonde-va con la terra, fossilizzandosi e producendo le ricche miniere da cui ora traiamo tesori.
Questa divenne presto la regione più ricca della terra. Ed i monti, riconoscenti, vollero conservare per sempre il ricordo della bella gigantessa e del suo nobile profilo”.
(dal racconto La gigantessa).

Qui, in una visione apocalittica della storia della terra, sulla scomparsa dei giganti, che abitarono il nostro pianeta in epo-che preistoriche, abbiamo un racconto che è una specie di me-tafora della filosofia che è alla base della poetica di Maria Giovanna.
Questa gigantessa che morendo vuol dare tutta se stessa al-la continuazione della vita su questo nostro pianeta, espri-mendo la volontà che il suo sacrificio serva alla fecondazione di una terra brulla e inabitabile, per farla diventare feconda e vivibile, è la metafora della concetto filosofico religioso che anima tutta l’attività di Maria Giovanna scrittrice e poetessa. I suoi libri di poesie, dal Diamante che è del 1991 alla Preghie-ra di un poeta che è del 2014 e i suoi libri di prosa, La pace delle bambole, che è del 2002 e La casa sepolta, che è del 2011, si svolgono tutti, guidati da un unico motivo conduttore che è l’amore, quell’amore che ha come regista il cuore, cioè l’amore che vuole dire buoni sentimenti, morigeratezza, equi-librio spirituale, vuole dire umiltà, sobrietà. vuole dire castità, operosità e ottimismo e che tutto insieme vuole dire educazio-ne ed aspirazione al concetto di quell’armonia interiore, che, secondo il Foscolo, le Grazie hanno elargito all’uomo, per la costruzione della civiltà.
Il cuore creatore e regista dei buoni sentimenti è l’ispiratore di questo nuovo libro di Maria Giovanna, un cuore cullato nell’armonia dei sentimenti, in una visione della vita, che vuole essere equilibrio e serenità, dove non esistono dis-sonanze, dove il male e il bene non sono mai causa di distrut-tive disperazioni o di smisurato orgoglio. Sono racconti in cui la vita è vista con gli occhi del saggio, che tutto comprende ed è narrata con lo stile del poeta che ha in sé il dono del divino equilibrio.

Vi è in ciascun racconto una pacata e serena visione delle cose. Un esempio per tutti: la signorina Teresa: l’umiltà e la riservatezza con cui, gracile e minuta, vive la sua vita, in di-sparte, di fronte al protagonismo, per esempio, della sorella Dina. E come è differente la sua religione, piena di dolcezza e di altruismo, dalla religione della zia Malvina, severa persecu-trice dei libri messi all’indice. Un cuore, il suo, veramente da salvare, perché contiene, tutelato dal pudore, quello stile di vi-ta,, che nasce dalla consapevolezza che tutto è dovuto agli al-tri e che noi siamo di troppo e ingombranti.
In armonia con il contenuto è anche lo stile del libro. I rac-conti non sono mai dei fiumi in piena, che, lutulenti e rapino-si, straripano e distruggono, ma il loro stile è simile a ruscelli di un’acqua limpida, fresca e profumata, un’acqua, che disseta e ristora, racconto dopo racconto. Ognuno un pezzo di vita che come una favola ha la sua brava morale, che è sempre all’insegna della vittoria del cuore, un cuore semplice un cuo-re d’altri tempi, capace di farti amare la vita , anche nel nega-tivo, anche nelle sconfitte.

Carlo Lorenzini

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