Poesia - Marina Pratici - POESIA

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Poesia - Marina Pratici

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Marina Pratici

Marina Pratici è nata a Viareggio (LU) il 16 settembre 1961, vive ad Aulla (MS) e lavora in un istituto di credito a La Spezia. Critica letteraria, saggista e giornalista, collabora sistematicamente con diverse testate. Presidente dell'Associazione  "Alice e Flavio", ha organizzato numerosi eventi di vocazione culturale e sociale ed è stata relatrice in svariati convegni. È membro della Redazione Musical Letteraria del "Premio Lunezia" e segretaria dell'omonima Fondazione . Appassionata d'arte e storia locale, ha promosso percorsi volti al recupero delle tradizioni del comprensorio lunigianese e suoi approfondimenti sono conservati nel Museo di San Terenzo Monti ( MS ). È segretaria del Cenacolo Artistico Letterario "Val di Magra", socia fondatrice dell'Associazione Culturale "Scintille poetiche" e consulente artistica del Premio Letterario Internazionale "Città di Cattolica". Ha curato la recensione critica e la prefazione delle opere di numerosi artisti ed è membro di giuria in importanti premi letterari. Ha ricevuto segnalazioni, menzioni d'onore e si è classificata ai primi posti in più concorsi nazionali ed internazionali di poesia. Sue liriche figurano in antologie, riviste e siti specializzati e sue composizioni sono state musicate da Leonardo Rosi, collaboratore di Zucchero Fornaciari. Ha ricevuto la medaglia della Presidenza della Provincia di Genova quale "personalità di spicco distintasi in campo artistico e letterario" e vari riconoscimenti ad personam per l'impegno culturale e sociale. Ha pubblicato "In trina di parole…e bisbigli di rose"( Pilgrim Edizioni ) raccolta poetica, prefata dal professor Giuliano Adorni, che è stata presentata da Alessandro Quasimodo, figlio del Premio Nobel Salvatore. In fase di pubblicazione il suo ultimo saggio critico, dedicato a T. S. Eliot, ed una nuova silloge.  

   


Marina Pratici - In trina di parole

"IN TRINA DI PAROLE…E BISBIGLI DI ROSE" ( PILGRIM EDIZIONI )
                             Raccolta poetica di Marina Pratici                                   


" Una lirica pura, dove la ricercatezza sta nell'intento del messaggio, e la forma è un soave intessere di emozioni, ricordi, omaggi… Un prezioso ricamo profumato per chi vuole cogliere la poesia come un fiore… "
Maura Tesconi

" Con questa raccolta l'Autrice ci offre una testimonianza intensa, consapevole, della sua sofferta maturità…In ogni frangente di vita, adombrata in queste composizioni, è ricorrente una forza interiore "positiva", un'aristocratica cordialità che coinvolge e che persuada… Un esordio felice, di alto spessore e valenza, di un'Autrice già pluripremiata e della quale, a lungo, si sentirà parlare…"
Giuliano Adorni

" Questa prima raccolta di Marina Pratici è nata nel segno dell'amore. Dalle parole- che incidono e comunicano con forza- emergono metafore e immagini rese suggestive da appropriate scelte lessicali…Una raccolta poetica di sostanza, capace di arrivare al cuore…"    
Anna Magnavacca

" Con le sue liriche l'Autrice sa regalare la ricchezza di un dubbio, l'imprevisto colore di un'emozione, la maliziosa complicità di un sorriso, la speranza di una corda da afferrare e persino l'inquietante e selvatico profumo da amatori del fiore del sambuco…Voi che indagate indiscreti tra le parole di Marina, alla sua poesia, chiedereste di più ? "
Riccardo Boggi

" Una voce poetante di profonda capacità espressiva ed emozionale…che non esita a tentare strade nuove, sperimentali…L'elemento descrittivo è usato dall'Autrice con rapidità e sicurezza di tratto, mai fine a se stresso, così come la musicalità del verso non si fonda su facili ritmi, ma è polifonia originata da un sapiente e attento ascolto…"
Emma Sangiovanni

" Versi potenti, graffianti…Marina Pratici punge, lanciando provocazioni tra effluvi di rose…Abilità stilistica, che ha per humus una larga riflessione e una lunga sedimentazione, sensibilità pittorica e musicale, tematiche di ampio respiro affrontate con notevole padronanza… Un'opera prima che già rasenta l'eccellenza "
Alberto Romano

" Il linguaggio di Marina Pratici è fresco, ravvivato da un ritmo personale, dove alle metafore e alle assonanze ricercate, fa da contrappunto un dettato morbido e sincero…Lo stile si muove tra il declamatorio e l'intimistico, toccando le varie corde del genere lirico, e andando alla ricerca di nuove soluzioni formali, per racchiudere in poche sillabe emozioni e guizzi di luce…"
Renato Bruschi


DOMANI VADO A CASA
Agli amici della Casa di Riposo…

Ti aspettano in cornice di finestra,
con occhi lucidi di cucciolo
in sbava di carezze e corse rimandate.
Ti frugano le tasche in cerca
di caramelle al rhum- sigarette per Oliver..
fogli nuovi per "la maestrina"…due gocce
di profumo per "la bella signorina"…-  
Ti chiedono dov'è il loro bambino
ti tolgono il paltò, e tu inventi favole
di ieri o poco più- passeggia la brina nel campo
ma ho gemme di primavera in grembo
di borsetta…- Sillabano Rosari rallentati,
come incantesimi cifrari, e si perdono per strada
tra incastri di Misteri e sequenze di ore ricordate.
Certi si muovono come in dondolo,
quasi in schema di tango figurato- disperde il vento
note di clarinetto…o è il canto di arreso bobolink?-
le mani che ballano a rammendare il vuoto.
Fanno i capricci in soffoco di coltrone
si scoprono piano, ti guardano confusi,
ti mettono a fuoco, ti chiamano mamma,
e affondano il naso alla radice del tuo cuore.
Quando li saluti ti stringono in tondo
d'angolo- è un fiume in piena la vena
che batte sulla fronte…ci sono granelli di luce
nel filtro della notte…- si fermano un momento,
e poi, traditi dalla voglia di parlare, ti dicono
il segreto <"Domani, domani vado a casa".

C'è sempre troppo caldo nella Casa dei vecchi,
come respiri densi di giorni circoscritti, odore
intenso di croccante bruciato o forse è latte,
a lungo sbollentato…

E a volte quando torni- dov'è il mio ago?                         
dov'è il mio filo? ho perso il mio ditale…-                       
li cerchi, li cerchi, ma non ci sono più…                          
fuggiti, come musica, dalla toppa della porta.

LADRO

È ladro, il tempo,
di minuti e ore…
Ruba il profumo di confetto
al bimbo aspettato,
colora di cenere il boccolo
dell'oro più bello,
tesse ragnatele su
gota immacolata,
succhia la linfa
da labbra socchiuse,
come promesse di fragola spugnosa.
Copre di polvere
il pesante arazzo ricamato
da mano paziente ora dormiente,
sperde nel vento il petalo di fiore
corteggiato.
Ma contro qualcosa,
il ladro,
nulla può….
- ad aeternum … scripta manent-
Vola per sempre
di pianeta in pianeta,
in girotondo di rosa, volpe e aviatore,
il Piccolo Principe
dai capelli di grano.
Non sfiorisce la camelia
della vinta dall'amore,
Marguerite.
Son sempre nivee
le braccia di Nausicaa
e Briseide è ancora rapita.
Violata è Lavinia,
in perpetuo oltraggio,
con mani mozzate e lingua recisa.
Senza Isotta vaga Tristano,
Gertrude si arrende a condizione,
già nel ventre di sua madre,
stabilita.
E Jaufrè,
" a maggio quando i giorni sono lunghi ",
attende, mai vinto, inattingibili estasi
di amor de lonh….  



Se stai leggendo…                                                                               
IN TRINA DI PAROLE

Ti scrivo per imprigionarti
in trina di parole.
Perché eco di passi furtivi
lungo strade cancellate
di baci sospesi
mai cercati mai negati,
sei tu per me.
Perché senza contorno il tuo volto
inudibile il tuo canto
ma fortezza inespugnabile
certezza indistruttibile,
è il tuo vivere in me.
E mi inviti a danzare
tra pioggia di stelle
al ritmo di uragani liberati
nuda di vesti e di pensieri
capelli sparsi da carezze ventose
scalza e argentea su ciottoli lucenti
imbevuti di mare,
in notti dilatate
in cui la voglia di incontrarti
non concede spazi al sonno

Ti scrivo
perché è amore lontano
senza corpo senza tempo
di estasi e tormento,
quel che provo per te.

STANZE NUOVE

Non più mute
le antiche stanze
ma palcoscenico
di voci nuove e nuovi attori,
con aria nuova che invade
da finestre spalancate
su gorgoglio di fonte nuova
e  nuova neve aggrappata
a vetta intuita.
Non più bianche
le antiche stanze
ma tele
di colori nuovi e nuovi disegni,
con odori nuovi
di nuovi invasori.

In stanze nuove
cerco il mio ciondolo antico,  
a forma di grifone,
per gioie nuove e antichi dolori.

 
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