Racconti di Paolo Ragni - POESIA

Vai ai contenuti

Menu principale:

Racconti di Paolo Ragni

Spazio Libero

Paolo Ragni è nato nel 1957 a Firenze dove risiede. Laureatosi nel 1979 alla Facoltà di Scienze Politiche a Siena con una tesi sulle riviste fiorentine del primo Novecento, è, sotto il profilo letterario, essenzialmente un narratore. In questa sede non si considerano i numerosi articoli scritti per riviste economiche.

Paolo Ragni

Ha pubblicato nel settembre 1987, per la casa editrice Hellas di Firenze, il suo romanzo storico "Leggenda per Ognissanti", con prefazione di Rodolfo Doni e postfazione di Carmelo Mezzasalma. Col romanzo in oggetto, presentato alla Biblioteca Comunale di Firenze nel marzo 1988, ha ottenuto recensioni e citazioni su quotidiani e riviste specializzate di letteratura e storia: Paese Sera (Firenze 1988), La Città (Firenze 1988), Letture (Milano 1988), Il Ragguaglio Librario (Milano 1988), Toscana Oggi (Firenze 1988), Silarus (Battipaglia 1988), Radar Sei (Bari 1988), Bollettino Storico Bibliografico Subalpino (Torino 1988), Quaderni Medievali (Bari 1988), Il Circolo Pickwick (Alessandria 1988), Humanitas (Brescia 1989), Toscana Qui (Firenze 1989).
Sempre con "Leggenda per Ognissanti" ha conseguito riconoscimenti ai seguenti Premi letterari: Histonium (Vasto 1988), Mecenate 88 (Soriano nel Cimino, 1988) Isola Bella Golfo Borromeo (Stresa 1988), Franco Bargagna (Pontedera 1988), Campofranco 88 (Campofranco 1988), Città di Avellino (Avellino 1988), Pensiero ed Arte (Bari 1988), Città di Roma (Roma 1988), San Giuliano (Milano 1988), Città di Alanno (Alanno 1988), Giovanni Gronchi (Pontedera 1988), Casa Nostra (Cecina 1988), Franco Delpino (S. Margherita Ligure 1988), Golfo dei Poeti (La Spezia 1988), Noi per gli altri (Modena 1989), Poesia e Musica (Fornacette - Pisa 1990), G. Piazza (Milazzo 1995).
Ancora per lo stesso romanzo, tre trasmissioni di mezz'ora l'una -lettura e sceneggiatura- sono andate in onda tra l'ottobre 1988 e il giugno 1989 alla Rai, Rete Regionale Toscana Radiodue, nello spazio dedicato alla cultura.
Con la collana di racconti di impostazione mitico-medievale "Hic sunt leones" ha ottenuto riconoscimenti ai Premi Il Barrese (Barrafranca 1990) e Centro Arte Ricerche Meridionali (Cosenza 1996); ha avuto anche la richiesta di pubblicazione delle Edizioni Amadeus (Montebelluna 1990, reiterata da Nuove Edizioni Amadeus, Cittadella di Padova 1993) e dallo stesso Centro Arte Ricerche Meridionali. Un racconto di questi, "Laureto e Costantina", è stato premiato singolarmente (Isola Bella - Golfo Borromeo 1990); nell' antologia del Premio Germano d'Argento 1992 (Montaldo di Cerrina 1993) è stato pubblicato "La Locanda del Pesce d'Oro", rielaborazione, assai prossima, dello stesso racconto. Il racconto integrale è stato segnalato dal premio Mer 1994, Bellaria Igea Marina. Ugualmente premiato ed edito è "Perast" (tratto con minime modifiche dall'omonimo racconto, Premio Città di Avellino 1993 e pubblicato dallo stesso Premio Città di Avellino; in versione integrale Premio Mer 1994, Bellaria Igea Marina).
"Occidente - San Brandano", tratto da "Hic sunt leones" è stato pubblicato integralmente su L'Areopago Letterario (Lancusi 1993). La novella "Adelardo di Bath", tratta dal "Dialogo alchimista su Adelardo di Bath", è stata premiata al premio Cesare Pavese (Chiusa Pesio 1993); Altri due racconti della collana, "La Fuga dal Paradiso Terrestre" e "Alessandro e Salomone" sono stati pubblicati sulla rivista Spiritualità e Letteratura (Palermo 1992 e 1993).
Una versione breve di "Suleiman Ibn Ismael, beduino improvvisatosi takshif" è stata pubblicata su "Il Filorosso" (Rogliano, 1994). Una rielaborazione in forma teatrale, assieme a Cecilia Manuelli, di alcune di queste novelle, "Terrae Incognitae", è stata pubblicata in sintesi sulla rivista Il Messaggio (Civitavecchia 1992).
Altri brani pubblicati dalla collana sono: "Giorgio Duca di Corfù" (Premio Città di Avellino 1992), "I Magi" (Il Presepio, Roma 1992, tratto da "Dialogo tra due alchimisti su Salomone e i Re Magi"), "Occidente" (Il Foglio Volante, Ceppagne 1993 e Emozioni, Torino 1994), "Il Demone Incubo" (L'Areopago Letterario, Lancusi 1993), "Adriano e la Bretannia" (AZ Arte Cultura, Roma 1993 e Emozioni, Torino 1994), "Noè e l'Arca" (Insieme nell'arte, Palermo 1993 e L'Areopago Letterario, Lancusi 1994), "Breve storia di un demone dimenticato" (Il rinnovamento, Napoli 1993), "Gli unguenti di Maria Maddalena" (Silarus 1993), "Basilio ed Eufrasio e l'alchimista profeta" (Verso il Futuro, Avellino 1993), "Il demone doganiere" (Silarus 1994), "Breve storia di Baldovino IV re lebbroso" (Il Rinnovamento, Napoli 1994) "Dialogo alchimista: Adelardo di Barth" (Insieme nell'arte, Palermo 1993), "Lettera del Prete Gianni a Lucio III" (Verso il Futuro, Avellino 1994), "Sibilla a Gerusalemme" (Spiritualità e Letteratura, Palermo 1994), "Alessandro a Babilonia" (Il Foglio Volante, Ceppagne 1994), "Adriano compie la grande traversata del deserto siriaco" (Il filorosso, Rogliano 1995), "La Brittagna" (L'Areopago Letterario, Lancusi 1995). Di analoga tematica è "La morte di Federico Barbarossa" (Alla Bottega, Milano 1994). Tre racconti dello stesso genere storico e mitico sono stati appena pubblicati in un libretto: si chiama "Adventurae" e consta dei seguenti racconti: "Basilio ed Eufrasio alla ricerca dell'olio mercuriale"; "Basilio ed Eufrasio in Sicilia"; "Basilio, Eufrasio e Giovanni l'Elemosiniere" (Edito da me / Editato da te, http://leone.freeweb.supereva.it/editati/adventurae.zip/ presente anche sul web, 2000).
Altri racconti o romanzi brevi premiati di stampo storico sono: "I rimpianti di Federico Barbarossa" (Identità, Casciana Terme 1991; Le Muse, Taranto 1991; Franco Bargagna, Pontedera 1992), "La Strada del Monastero" (Colosseo d'Oro, Roma 1992),"Genova A.D.1160" (Liguria Terra di Colombo, S. Margherita Ligure 1992, in antologia), "Passione" (l'Astrolabio, Pisa 1992), "Un fatto ai tempi delle Crociate" (Bargagna, Pontedera 1994 e C'era una volta, Monterchi 1994, edito dal Premio), "La stella della pace nell'assedio" (Bargagna, Pontedera 1994). Alcuni di questi racconti, raccolti nella collana intitolata "Adventurae", sono stati premiati ed hanno avuto la richiesta di pubblicazione da parte del Centro Arte Ricerche Meridionali (Cosenza 1996).
Altri racconti premiati di vario genere, spesso fantastico, sono: "In campagna" (Libra, Bologna 1993), "Per l'ultimo dell'anno oltre frontiera" (Bargagna, Pontedera 1994), "Un fatto in terra di Francia" (Oltre, Montepulciano 1994); un racconto lungo ambientato al tempo d'oggi, "Tuz", (Stresa Narrativa 1995; Mer, Bellaria Igea Marina 1996, Casentino, Poppi 1996), "I tempi in cui montavamo le bombole del gas" (Casentino, Poppi 1996, Il Molinello, Rapolano Terme 1997), "Viaggio dalla morte di un'amica (Casentino, Poppi 1996, Serra, Todi 1997, Serra International, Madrid 1997, “Resoconto del viaggio nelle province occidentali” (Teramo 1999; Arturo Loria, Carpi, 2000).
Inoltre, tre sue poesie, "Bad clusters" e "Sbandamento", hanno ricevuto la segnalazione a due premi, (Riccardo Marchi, Torre di Calafuria, Livorno, edizioni 1995 e 1996). "Eipvdose" è stata premiata presso Silarus 1997 (Battipaglia 1997) e in seguito pubblicata (ivi); "Le sette" è stata premiata (Parole, Firenze, 1996) presso la Basilica di Santa Croce a Firenze ed è stata pubblicata nell'antologia del Premio (Parole, Firenze, 1997).
Hanno inoltre ricevuto segnalazione (Premio Gaetano Salveti, Roma 1997) le poesie: "And when you loose control", "Tempo di grazia", "Un puntino", "Esaurimento", "Aux" (quest'ultima pubblicata in antologia, Roma, 1997); infine, anche "Ho smesso di pensare", "Annirock" "Finestate" (Tra Secchia e Panaro, Modena 1997) e "Un tempo lento" (Il Molinello, Rapolano Terme 1998, pubblicata in antologia). Una scelta di 20 poesie della collana "Parcometri" è stata selezionata al Premio "Masso delle Fate / Pietraserena" (Signa 1998).
Una serie di dieci aforismi ("Microtesti") è stata premiata e pubblicata (Laboratorio delle arti, La brevità speculare, Milano 1996).
Lavori premiati di stampo ugualmente contemporaneo ed anche pubblicati sono: "Alla Frontiera" (vincitore del primo premio dell'annuale concorso Silarus Battipaglia 1991, pubblicizzato, tra l'altro, da Alessandra Bruscagli su La Gazzetta di Firenze e all'emittente radiofonica Puntoradio rispettivamente il 3 e il 5 ottobre) "Una storia di università" (Città di Alanno, 1993, in antologia, sempre di stampo civile); "Notte a Madera" (Città di Montepulciano 1992, Oltre 1993), "Dedicated to Juri but you weren't listening" (pubblicato parzialmente su Achab, Campionato Scrittori d'avventura, Roma, 1993; per intero sempre su Achab, 1994), "Osmannoro" (pubblicato anch'esso, integralmente, su Achab, settembre 1993, nonché su Foglio/Il Grandevetro, Pisa 1994) "Le croci di Darmstadt" (Magia, Novara 1992, pubblicato su Parole, Novara 1994), "Italia Libertà 1994" (pubblicato parzialmente su Achab 1994 e poi per intero Achab 1995), "Focacce" (Premio Arquà Petrarca, in antologia 1994), "Climbing on" (estratto su Achab 1994, anche su Flugfolio, Ceppagna 1995), "Viaggio in Grecia" (Premio Il Prione, La Spezia 1994), "Lo specchio" (Concorso "la fine del mondo", L'Avvenire, Milano 1995; nell'antologia "I racconti dell'Apocalisse, S.E.I., Torino 1996).
Ha inoltre pubblicato anche i seguenti racconti: "La liberazione" (Il Banco di Lettura, Trieste 1991), "Il Presepio dei Camionisti Frontalieri" (Il Presepio, Roma 1993, ripubblicato da Agenzia Creativa - Emozioni, supplemento a Stampa Alternativa, Torino luglio 1993), "Al Palazzo delle Cose Perdute" (Ellin Selae, Cornate d'Adda 1993; con critica in numero a parte sul supplemento Il Vaso di Pandora, 1993 e 1994), "Terme del Brennero" (Alla Bottega, Milano 1993), "Confine" (Il foglio volante, 1993, Alla bottega, Milano 1996), "Panni" (L'Areopago Letterario, Lancusi 1993, Ellin Selae, Cornate d'Adda 1995 con critica, Premio Carlo Rovini, A.S.Ha Pisa, Pontedera 1993), "Eritrea" (Il grandevetro, Santa Croce sull'Arno, 1994), "Tayatsumi e le piste ciclabili" (Ellin Selae 1994), "Cavalcavia" (Il foglio volante 1994), "Barbiere" (Emozioni, Torino 1994), "Kostantin Gregorij Aleksejevic Aretov" (Il Rinnovamento, Napoli 1994), "Fila d'attesa" (Filorosso, Rogliano 1994), "La mattina di Egvis" (L'Areopago Letterario, Lancusi 1995), "Syd" (Il filorosso, Rogliano 1995), "La radiocuffia" (Pietraserena, Carmignano 1995), "Il gorgo" (Alla bottega, Milano 1995), "Caffè" (L'Areopago Letterario, Lancusi 1996), "Tayatsumi e il piscio" (Il Grandevetro, S. Croce sull'Arno 1996), "TV" (Il filorosso, Rogliano 1996), "Il cugino" (Alla bottega, Milano 1996), "Dimentico Egvis" (Il filorosso, Rogliano 1996), "Gloria in excelsis" (Il filorosso Rogliano 1997), "Z" (Il filorosso, Rogliano 1998) "Trentotto" (Il Filorosso, Rogliano 1998, ripubblicato da Aci, Roma, 1999) e "Piscina" (Il filorosso, Rogliano 1998, ripubblicato da Aci, Roma, 1999), “Acqua” (Ellin Selae, Murazzano 1999) “Spazzoloni” e “Inverno Messa” (Il filorosso, Rogliano 1999), "Campeggio Ipermercato Settembre" (Il filorosso, Rogliano 2000) e "Madrid" (ibidem, 2000).
Racconti pubblicati su Internet sono i seguenti: “Pomeriggio a Stresa” (Ulisse 1999) e “Pietro Occhione e lo Spirito del Legno” (Ulisse 1999 (http://www.vimax.com/ulisse/Paolo%20RagniPomeriggio.htm e http://www.vimax.com/ulisse/Paolo%20RagniPietro.htm);
“Il buffet della stazione di Sofia” http://members.xoom.it/_XOOM/bibliotopo/contenuti/ragni/il_buffet_della_stazione_di_sofia.htm, Il bibliotopo, 2000;
Un fatto in terra di Francia”http://members.xoom.it/bibliotopo/contenuti/ragni/un_fatto_in_terra_di_francia.htm sempre su Il bibliotopo 2000;
“Per l’ultimo dell’anno oltre frontiera”http://asp4free.ravenna2000.it/sonnet/leggi.asp?ID=209 su E-writers 2000.
Limitata è la sua produzione saggistica: ha pubblicato su Silarus: una "Intervista a Rodolfo Doni" (1990),  ed il saggio "La questione coloniale su 'La Voce'" (1992); l'articolo "Dopo l'attentato degli Uffizi" (L'Areopago Letterario, Lancusi 1993); tre lettere, su Silarus (Battipaglia 1992), Il Foglio Volante (Ceppagna 1994), Spiritualità e Letteratura (Palermo 1998).
Finora secondaria, in quanto a pubblicazioni, la sua attività poetica: “Le sette” Parole, Firenze 1997), “Aux” (Roma, 1997), “Eipvdose” (Battipaglia 1997), “Un tempo lento” (Rapolano 1998), “Questo discorso” (Rogliano 98, Roma 99), “Una foglia”, “Pomeriggi d’inverno” “Dio quando io Ti penso” (Battipaglia, 2000), “Sbandamento” (Web Club des poètes, http://members.xoom.it/poetes/new__entry.htm) , “Basso Batteria" “Il mese più crudele” e “Stop rossi” (tutti su Cyberia, aprile 2000 http://web.tiscalinet.it/millenaria/).
Una breve recensione di alcuni suoi lavori ("Fila d'attesa", "Dimentico Egvis", "Al mare", "Tayatsumi e il piscio") è apparsa su Storie (Roma, 1995); altre recensioni sono apparse su un suo racconto ("Lo specchio") e sulla totalità della sua produzione su L'Avvenire (Milano, 1995, 1995). Lo stesso racconto è stato nuovamente recensito sul predetto volume e da "Avvenimenti" (Roma, 1996)
La sua opera è stata presentata alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel marzo 1993, con lettura di novelle inedite ("Il Saladino e il Vecchio della Montagna" e "Alessandro a Babilonia", sempre da Hic sunt leones, e "Stresa"). Altre letture pubbliche sono state tenute in occasione di premiazioni di suoi testi.
Ragni si è occupato anche di letteratura giovanile, specie di romanzi storici con ambientazione medievale, con particolare riferimento a risvolti fantastici e leggendari. Tre le premiazioni avute, già indicate in precedenza: "Un fatto ai tempi delle Crociate" (Bargagna, Pontedera 1994 e C'era una volta, Monterchi 1994, edito dal Premio), "Pietro Occhione e lo Spirito del legno" (Zaccaria Negroni, Marino, 1996, anche sul web, Ulisse 1999)
In particolare, ha scritto i seguenti romanzi storici: "I ragazzi dell'alchimista" (ambientato in Lombardia ai tempi di Federico Barbarossa); "Pellegrinaggio in Terrasanta (stesso periodo), "Sotto la tenda di Gengis Khan" e "Il figlio del diavolo" (romanzo sul Mago Merlino e in genere il ciclo arturiano): questi romanzi sono stati pubblicati solo nel 2000 (Di Salvo Editore, Napoli: http://www.disalvoeditore.it/novita.htm).
Un caso a parte è "Il destino del mago", scritto a quattro mani assieme a Laura Novi, vero e proprio romanzo - librogioco incentrato sulla figura del Mago Merlino: è testo dalla destinazione non esclusivamente scolastica.
Ha inoltre ricevuto varie richieste di pubblicazione di romanzi o collane di racconti: fra le tante si ricordano quelle formulate dalle Edizioni Alberti, (Arezzo, 1995) per i romanzi storici scolastici, e dalla Casa Editrice Oppure, appartenente al gruppo che fa capo alla rivista Storie (Roma, 1995), per i suoi racconti fantastici.
Il suo testo più importante degli anni 80, comunque, è forse "L'ultima estate a Famagosta": è un romanzo - contenitore, ambientato in parte in un assai prossimo futuro, in parte nel consueto passato mitico - medievale: molti racconti di "Hic sunt leones" vi sono integralmente riportati in una movimentatissima e complicata cornice di attualità politica e sociale, di chiara impostazione pacifista.
Adesso dominante rispetto a questa ispirazione è il filone "contemporaneo", dove al consueto elemento favolistico si unisce e si contrappone una allucinata protesta dai toni civili e sociali, con l'intendimento di creare una sorta di "fiaba metropolitana". I racconti sono raccolti in due brevi collane: "Scandisk Autofix" e "Calendario".
Ancora in seguito, esauritisi la tematica di stampo medievale e l'interesse per la narrativa parascolastica, è diventato proprio questo genere surreale, ora tragico ora comico, a costituire la strada più frequentemente battuta da Ragni. La scrittura risente fortemente di questo mutamento, toccando assai rapidamente registri ora drammatici ora decisamente (e sempre più) evocativi. Assume spesso forma frammentaria.
Al riguardo, proseguendo verso la via della "registrazione", le ultime tendenze di scrittura sono ormai vicine tanto alla poesia che alla prosa. L'ultima sua produzione, infatti, è in bilico tra entrambe, in vario equilibrio. Molte sue poesie sono raccolte nella silloge: "Parcometri". Per inciso, il classico endecasillabo è il verso preferito, seguito dal settenario.
Parallelamente, Ragni ha concluso negli anni 90 un romanzo in forma poetica, estremamente frammentario, dove, tra le pieghe del testo, stanno criptate molte poesie. Il titolo è "Il vento in si minore". E' un testo molto silenzioso.
E' recentemente apparso con un proprio sito letterario sul web: http://space.tin.it/lettura/iamfr





IL DEMONE DI BABILONIA

Una volta non tutti i demoni erano cattivi. Anzi, in quel di Babilonia, ne esistevano alcuni particolarmente gentili ed affettuosi. Uno di questi, uno tra i più piccolini, aveva nome Giovanni.
Erano tempi antichi, quelli, poco dopo la fuga di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. In quegli anni i demoni buoni come Giovanni si premurarono di rendere meno dolorosa possibile la lontananza dall'Eden. Una mattina si misero a rapporto da Dio: si disposero tutti in fila davanti a Dio ed aspettarono i Suoi ordini.
"Tu, Daniele" esordì Dio "farai bene a tenere compagnia ai vecchi. Sono rattrappiti, si confondono e sbagliano la via di casa. Te la senti?"
"Sarà fatto, Dio".
"Bene. Tu, Sara, se vuoi, starai a vigilare sui boschi di Babilonia. A te è affidato il compito di guardarli dagli incendi. Altrimenti i passerotti e gli alberi muoiono bruciati. Quando vedi un po' di fuoco, accorrerai e lancerai l'allarme tra i rami. Anche le uova porterai via!"
"E' bellissimo. Tutte le uova salvate, le dipingerà di rosso e di celeste!"
Alla fine venne il turno anche di Giovanni.
"Tu, Giovanni, cosa ti senti di fare?"
Il diavolino non sapeva cosa rispondere: era la prima volta che Dio gli rivolgeva una domanda così diretta, quindi rimase incerto.
"Non so. Dimmi Tu a cosa mi vedi più adatto".
Dio ristette pensieroso, poi rispose:
"Giovanni: tu sei un demonietto solitario, sei timido ... tante cose non ti andrebbero bene. Altre sono toccate ad altri. Ma ce n'è una alla quale ti vedo bene".
"Dimmi, Dio".
"Andrai a consolare i bambini tristi. Purtroppo, a Babilonia ce ne sono tanti. Così vogliono i potenti della terra. Ti senti all'altezza?"
Giovanni rimase meravigliatissimo, non vi aveva mai pensato, accettò di slancio.
"Ve bene, Giovanni" rispose Dio "Ricordati che se qualcosa non andrà per il verso giusto, mi potrai chiamare in ogni momento".
Giovanni quella notte non dormì dall'eccitazione, che bello giocare coi bambini tristi! la mattina seguente si recò di buonora ai giardini di Babilonia.
Erano tutti tra loro comunicanti per mezzo di ponti, verande e pergolati; ogni giardino aveva in nome di un animale, parco orso, parco giraffa, parco leone. Gli uomini avevano richiuso là queste bestie, ma Giovanni sapeva che segretamente, su comando di Dio, alcuni demoni buoni si recavano di nascosto alle inferriate, facevano saltare i catenacci e davano via libera i prigionieri; felici, tornavano nei boschi e nei deserti.
Il demone si sedette su un ceppo. Due bambini si contendevano una palla. Il più grande riuscì a prenderla e fuggì via. L'altro piangeva.
"Ecco l'occasione!" si disse Giovanni "Quello è un bambino triste!"
Giovanni corse dal bimbo, aveva sì e no cinque anni, un'inezia al confronto dei duecentosessantaquattro suoi.
"Bambino mio! cosa ti è successo?"
Quello, invece, dette uno sguardo a Giovanni e scoppiò in un pianto dirotto.
"Brutto! brutto! uh!"
Il demonietto restò senza fiato, quando mai in vita sua era stato chiamato così? lui brutto?! il bambino fuggiva via impaurito. Giovanni lo rincorreva, ma anzi l'inseguito urlava più di prima, finché l'ingenuo diavolo si sentì rattenuto da due, quattro, sei braccia.
"Cosa vuoi fare? brutto demone sudicio!" lo apostrofò un uomo, certo un custode "se l'amministratore del re venisse a sapere che razza di gente entra qua dentro quando siamo noi di guardia, subito ci licenzierebbe!"
Giovanni, come tutti demoni della sua età, aveva i capelli lunghissimi: gli coprivano ombelico e mezza schiena. Il guardiano afferrò il diavolo per i capelli e lo strascicò a forza per un vialetto: c'era una fontana. L'uomo, un vecchio gigantesco, calvo e sinistro, gli infilò la testa nell'acqua e lo tenne a lungo così, non sapeva che i demoni possono resistere anche settimane senza respirare. Dopo averlo strapazzato bene bene se ne andò. Giovanni tirò su la testa, i capelli bagnati fecero una pozza, uno specchio d'acqua.
"Non sono poi così brutto come mi ha detto" constatò, ma tornò subito a casa, dentro una grotta dove teneva le lucciole per leggere le storie degli angeli.
Passarono le settimane, ancora Giovanni non era riuscito a trovare un solo bambino triste bisogno di lui. Ogni volta che ne vedeva uno, subito accorreva, ma tosto ne veniva scacciato; specchiatosi meglio in un laghetto, si vide infine qual era veramente: deforme, zoppo, i capelli arruffati e le labbra gialle, denti storti e capelli bianchi: gli umani erano differenti. Giovanni decise di parlare con Dio.
Era una eterna sera di primavera, dietro la serra dei peschi e dei melograni non tramontava mai un tiepido sole rosato. Giovanni ignorava dove trovare Dio, ma sapeva che Dio è più vicino della stessa vena del collo. Si sedette sconsolato sull'erba: una tartaruga passava giusto ai suoi piedi, d'istinto la accarezzò: gli sorrise, certo aveva anche lei alcune centinaia di anni.
"Dio, ascoltami!"
"Sono qua!" rispose la voce "parla pure!"
"Dio! La missione che mi hai affidata non sono in grado di compierla. Non ho fatto finora felice un solo bambino. Mi scacciano! Perché mi hai fatto così brutto? Una volta, tra i demoni, nessuno mi diceva queste cose!"
"Giovanni. Non è vero che Io ti abbia fatto così brutto. Torna ai giardini!".
Solo appena rincuorato, salutò Dio e prese a girare senza meta per un vialetto ghiaioso: intorno crescevano rigogliosi alberelli di biancospino intervallati da susini ed albicocchi in fiore. Si guardava intorno impacciato, ripensava alle parole di Dio, gli pareva che qualcuno lo spiasse, udiva come rumore di passi che lo seguivano, si girava e non vedeva niente, però l'impressione rimaneva.
Infine, risoluto, d'improvviso si voltò. Un bambino spaurito lo sogguardava da dietro un cespuglio.
"Chi sei?" domandò Giovanni.
Il bimbo taceva.
"Ti ho chiesto chi sei".
Il bambino tentò di fuggire, ma inciampò e rovinò per terra. Giovanni gli corse incontro.
"Ti sei fatto male?"
"No..."
"Lascia che ti aiuti ad alzarti!"
Solo allora Giovani si accorse che il bambino era zoppo e si teneva ad un bastone a forcella.
"Come ti chiami?"
"Sephelioth. Ma mi chiamano 'lo storpio'".
"Chi è che ti chiama così?"
"Tutti. Nessuno vuole giocare con lo storpio".
Il diavolino prese a braccetto Sephelioth e insieme si incamminarono per la Porta Occidentale. Corse subito a ringraziare Dio, aveva infatti finalmente un bambino cui dedicarsi. Parlò a Dio. Lasciò Sephelioth nella stanza accanto.
"Dio! Dio!"
"Eccomi! Cosa vuoi?"
"Ho trovato Sephelioth. Lo conosci?"
"E come possono non conoscerlo? E' uno dei bambini più cari!"
"Ecco: è un bambino triste!"
"Ho capito".
"Ho deciso di stare vicino a lui".
"E' un'ottima idea. Sephelioth cosa ne pensa?"
"Dice che è tanto contento di avere uno che gioca con lui".
"Non ti trova brutto?"
"No. Tutt'altro".
"Mi fa molto piacere. Hai altro da dirmi?"
"No, Dio. Volevo solo ringraziarTi per Sephelioth".
"Tu non mi devi ringraziare affatto che hai conosciuto quel bambino infermo. Caso mai, dovresti dispiacerti, o addirittura arrabbiarti con me, come fanno tanti".
Giovanni rimase male a queste parole: da Dio, proprio, non se le aspettava. Convenne però che Dio aveva ragione.
"Allora, cosa dovrei fare secondo Te?"
"Pensaci da te. Comunque non ci devono essere più bambini così."
Giovanni, che già credeva di essere a posto, rimase senza fiato.
"Allora cosa dovrei fare?" ripeté perplesso.
Dio gli passò la mano sui capelli, era una brezza leggerissima, ne estrasse un pidocchio, con un soffio lo fece diventare una farfalla.
"Ci sono tanti altri bambini che hanno bisogno di me?"
"Troppi".
"Vado".
Giovanni salutò Dio, Dio gli sorrise. Il diavoletto, mentre tornava da Sephelioth, non si accorse di essere diventato splendente come un angelo dei cieli.


La proprietà Letteraria dei testi pubblicati appartiene all'Autore - La riproduzione è vietata

Torna ai contenuti | Torna al menu