Racconti di Tiziana Angelino - POESIA

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Racconti di Tiziana Angelino

Spazio Libero

Poetessa e scrittrice, compone favole, racconti per bambini, racconti e poesie.
Ha partecipato a diversi concorsi nazionali e regionali. Le sue poesie sono presenti in alcune antologie edite dal Club degli Autori e nell'antologia Voci del Duemila - Edizione 2003.
E' stata finalista al concorso Genova capitale della cultura 2004.

Note critiche:
"I racconti di Tiziana Angelino sono riconducibili alla visione triste e malinconica della vita che spesso maschera una visione carica di speranze e fiducia...  lo stile scorrevole, incisivo e razionale risponde alla trama e alla struttura delle vicende, le cui parti vengono distribuite in modo equilibrato tra dialogo e descrizione.
"Le poesie di Tiziana Angelino sono di sicuro effetto...  attraverso i suoi versi s'incontra la poesia...  ci si perde tra i sentimenti quando si leggono questi brevi pensieri che sanno trasmettere profonde sensazioni attraverso contenuti originali e semplici modalità stilistiche modulati con delicatezza."




RACCONTO D'INVERNO

Una storia come tante, confusa con altre, il cui protagonista poteva essere uno di noi. Successo, fama, denaro e poi un giorno l'inverno è caduto su di lui.
L'inverno era caduto…i cieli erano luminosi…i gabbiani volavano in alto…i cigni galleggiavano…i camini fumavano.
Era novembre. Pioveva e il ritmo cadenzato della pioggia che batteva sui vetri, scandiva il tempo.
Tempo… non era abbastanza per FB. Per la verità non lo era mai stato. Si sentiva alla fine. Provava una sensazione strana. Si sentiva svuotato di ogni energia vitale.
La dolce melodia della pendola segnò le undici.
Quello era tempo di bilanci.
Un giorno, tanto tempo fa il sipario si era alzato, allora si era sentito grande invulnerabile, pronto a sfidare la sorte.
Aveva inciso dischi, aveva cantato in mille concerti, la sua vita era stata un'avventura senza tempo. Nessuno era mai riuscito ad intrappolarlo in cliché o in luoghi comuni. Era diventato trasgressivo e stravagante. Aveva condotto una vita alla grande, sempre al limite del lecito.
Le sue esibizioni avevano scandalizzato i benpensanti, ma la sua filosofia di vita era stata accolta da giovani e meno giovani.
Era gay. Era un omosessuale. Questa sua realtà la viveva con grande serenità. E ogni giorno per lui era importante, poteva essere l'ultimo e doveva essere vissuto cogliendo il " meglio" da ogni situazione.
Si sentiva il discepolo di Oscar Wilde. Tutto quello che aveva scritto e composto con le sue straordinarie qualità di compositore e cantato con la sua inconfondibile voce, erano pura poesia, puro miele di Afrodite, che inneggiava all'amore o alla mancanza d'amore. La sua musica era un'esplosione di energia, di suoni travolgenti, impetuosi, che sapevano coinvolgere e colpivano il cuore.
Crescere allora era stato semplice.
Adesso si sentiva solo l'ombra dell'uomo che era, dell'uomo che portava il sole con sé.
Le luci del palcoscenico si erano spente…l'inverno era caduto.
In un freddo mattino il dottor March aveva lasciato un messaggio al suo maggiordomo. Aveva bisogno di parlare con lui. Era stato laconico. Ma il suo amico medico era sempre stato un uomo di poche parole.
Nel pomeriggio si era recato nello studio del dottor March. La tenda alla finestra era tirata da un lato. Si poteva vedere un'acquerugiola cadere fitta e battere sui vetri, insistente.
FB si era seduto alla scrivania, di fronte al suo amico che continuava a leggere e rileggere, con un certo nervosismo, dei dati sui fogli. Sembrava che avesse bisogno di prendere tempo per raccogliere tutte le energie. Si tolse gli occhiali e con voce incrinata da una nota di tristezza suscitata dalle lagrime rivelò a FB il terribile male di cui era affetto, l'aids.
FB e David non dissero nulla per un lungo istante. Il primo doveva ancora capire, mentre il secondo sapeva che tra qualche tempo il male gli avrebbe portato via uno dei suoi più cari amici.
FB aveva già sentito parlare dell'aids, ma solo quando questo male aveva colpito qualcun altro, mai aveva pensato che potesse sfiorarlo. Pensava che non gli rimanesse molto da vivere. Non si potevano fare previsioni, tutto dipendeva dallo sviluppo della malattia e dalla resistenza che il suo fisico era in grado di opporre al male.
Ricordava  i giorni che seguirono. In lui convivano rabbia e angoscia.
L'aids si stava impossessando del suo corpo…
Aveva ancora nuovi mondi da esplorare e nuove esperienze da fare…non poteva arrendersi.
Non sapeva allora che cosa il futuro gli avesse riservato, ma aveva deciso di andare avanti, era perfettamente inutile logorarsi nel chiedersi perché era accaduto un fatto simile.
La sua vita era cambiata. Niente apparizioni live, niente dose massiccia di emozioni, condivideva quell'esperienza con la compagna di sempre, la musica.
Nonostante il dolore lo attanagliasse in alcuni interminabili frangenti, aveva imparato, attraverso la varie crisi del suo fisico, a resistere a quel male, a non cedere e, come dettava la sua filosofia di vita a vivere ogni giorno, come se fosse l'ultimo, continuando ad amare la vita che gli aveva dato così tanto.
Non desiderava morire per mettere fine a quella sofferenza infinita.
Da quel freddo giorno d'inverno erano trascorsi cinque anni… 'inverno è caduto… i cieli sono luminosi…le notti sono corte… c'è una luna di seta nel cielo…c'è una specie di magia nell'aria.
Per tutto questo tempo, FB aveva vissuto con coraggio, mostrando sempre la tenacia e la forza del suo carattere.
L'aids però lo aveva lentamente debilitato. Quel cancro velenoso, instillato goccia a goccia nel suo corpo, lo stava evidentemente sciogliendo come una candela.
FB continuava a vivere dietro le quinte del suo palcoscenico.
La sua carriera aveva subito dei sensibili cambiamenti, ma era stata segnata sempre da ampi riconoscimenti. La sua malattia era rimasta segreta.
Non voleva la pietà e la commiserazione di nessuno. Non voleva che le sue scelte di vita venissero giudicate giuste o sbagliate…
FB era ormai al limite. Respirava a fatica. Si sentiva vicino ad un'altra crisi. Avvicinò la mano al segnale che serviva a chiamare i medici di guardia.
L'ultima cosa che vide furono  siringhe, flebo, e poi il buio…più nulla.
FB si era arreso…i medici ricorsero ad ogni mezzo per tenerlo in vita ma, questa volta non c'era più nulla da fare. Il countdawn aveva toccato lo zero.
Il sipario era definitivamente calato sulla vita del grande commediante.
Nevicava. Anche il cielo si era commosso e piangeva la morte del dolce menestrello.
L'inverno era caduto…c'era una specie di magia nell'aria…era tutto così bello…come un paesaggio dipinto nel cielo.


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