Virgilio Atz - Pàulo Màius - POESIA

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Virgilio Atz - Pàulo Màius

Freschi di stampa

VIRGILIO ATZ
Pàulo Màius
Golden Press - Euro 10,00
ISBN 978-88-99042-65-3


L’evoluzione della raccolta poetica di Virgilio Atz sembra seguire, in modo sottile e finemente allusivo, il titolo stesso latino che porta. L’illusorio e beffardo minimalismo del “poco” ammicca sornione alla spinta audace del “di più”, a voler intendere un consapevole percorso evolutivo in grado di travalicare i limiti, quali essi siano.
A ben guardare però la direzione del tracciato poetico descrive una costante ascesa, soprattutto in senso direttamente comunicativo. Le prime liriche, sublimi e preziose, giocano su rimandi criptici roteanti tra rime interne o insistite e ricerca di effetto, di suono e atmosfera, affidata a scelte lessicali rivelanti attenzione meticolosa per le posizioni eminenti, al barbaglio allitterante e al delicato velo sinestetico che accende le figure e fomenta incroci di pensiero e di immagini.
Qui è soprattutto la natura, riletta in chiave interiore e solipsistica, a tratteggiare di colori e musica i brandelli affioranti di memorie, temperati saggiamente, nel loro impatto emotivo, da chiuse disarmanti (“timbri e cartellini”, “Buon segno, domani pioverà”), ovvero fittizi abbassamenti di un tono lirico generale che mantiene invece la propria cristallina maestosità, la propria vigorosa architettura immaginifica ed espressiva.
Il plurilinguismo di Atz emerge nel corpo centrale dell’opera, quando la cifra tipica del verseggiare dell’autore adotta lo spagnolo, il portoghese ed il francese senza lasciare nemmeno avvertire un’ombra di scollamento metrico, che si mantiene invece costante, fresco ed incisivo persino nelle traduzioni stesse che vengono proposte e paiono un altro modo di leggere la medesima musica, uno spartito coerente e ricercato dell’atmosfera intonsa; nell’operazione si colgono fragranze dall’eco provenzale, sondaggio meraviglioso e attento di fonemi neolatini di gran fascino, da leggere e rileggere.
Agli omaggi a Pessoa, incisivi tanto nell’adozione dello spirito verseggiante quanto nei riferimenti concettuali e tematici, fanno seguito quello a Conceição Lima, a Derek Walcott, a Teresa Willms Montt e quelli, più misurati o nascosti, a Pavese, Montale, Van Gogh; o i riflessi gozzaniani in certe emersioni di personaggi della memoria, così come il rimestare scintillante di istantanee quotidiane alla Sandro Penna. Virgilio Atz avverte dunque la responsabilità di “dare poesia al mondo” e lo fa con la forza delle proprie radici e con l’autenticità del proprio sentire.
Nel frattempo però l’evoluzione del “di più” è andata avanti, ha mutato il timbro della raccolta, ha cambiato scenario espressivo senza lasciarci avvertire il momento del salto, dello stacco. Le liriche si sono fatte meno allusive e più dirette: compaiono con sempre maggiore insistenza ricordi, persone, vicende che possiamo sintetizzare nella splendida “ballata” dedicata a Gianni “l’amico ferroviere”. Contemporaneamente il cambio di prospettiva investe anche la sfera civile e Virgilio Atz prende posizione, ora in punta di pennino in alcuni sparpagliati e salaci epigrammi di notevole impatto, ora in ariose liriche di sguardo spietato sul presente, sulle sue lordure e sulle sue ipocrisie politiche e sociali. Il mondo algido, intatto e puro, dei primi versi dell’opera sembra lontano, come sembrano lontani quegli sguardi privilegiati che i preziosismi delle scelte poetiche lasciavano intendere distaccati, complessi ma sereni, acuti ma inarrivabili, felicemente persi in un mondo di bellezza assoluta.
Il “di più”, sembra suggerire Virgilio Atz, è anche nello sporcarsi le mani, nel ridiscendere al sofferto livello degli uomini, nel tuonare, sempre con la dovuta eleganza ma con più ruvido coinvolgimento, contro quella presunzione che ci ostiniamo a chiamare “democrazia”, contro i figli “bastardi” della nostra storia, contro la nostra assuefazione a tutto.
Sarà poi il canto d’amore ad addolcire la chiusa, con la forza dei ricordi e il ritorno caldo alle pulsazioni della natura, al ritmo delle stagioni, ai segnali di vita che scandiscono il tempo.
Alessandro Mancuso


 
VIRGILIO ATZ, classe 1953, due figli, studi umanistici.
A diciassette anni (“. .tempi di Liceo, di sommosse e prese di coscienza sociale”) l’esordio in campo letterario (3° al Concorso Giornalistico “La Mole” Torino, 1970).Da allora il suo palmarès s’è significativamente incrementato. Primo premio, a Nordrach (D), 1986; 1° a Vianen (ND)1987; 3° a Lyon (F)1988; Premio speciale alla cultura “T.Campanella”, Roma 2005; l° al “Città di Avellino”, 2009; 3° Premio ALIAS, Melbourne (AU) 2010; l°  a “Arte Città Amica”, Torino 2010; 1° a “LegAmbiente-Campus”, Torino, 2011; 1° a “Nuove Lettere”, Napoli; 1° Premio “Frate Ilaro” (Centro Studi Danteschi-Lunigiana) 2014; l°  Premio “Città di Iglesias”, 2014; 2° Premio “Accademia Arte Moderna” Roma, 2015; 2° Premio  “Golfo di Trieste”, 2015; 1° Premio “Piemonte Letteratura”, Torino 2015; 1° Premio Alhena, Torino 2016; 1° Premio “G. Cingari”, Reggio Calabria 2016; 1° Premio AmbiArt, Milano 2017; 1° Premio “Essenze Letterarie”, Savigliano (Cuneo) 2017 etc.
Solo per citarne alcuni, indicativi, fra l’altro, di un percorso culturale che, avvalendosi anche di più discipline (dalla Storia alla Filosofia, dalla Musica alla Sociologia, dalla Psicanalisi alla Geopolitica) s’è aperto a tutte le più importanti correnti letterarie del “Secolo Breve”: a partire dal Simbolismo per arrivare al Neoesistenzialismo, con profonde soste nell’Ermetismo, Neorealismo e “Beat Generation”. II tutto accompagnato da un carattere schivo e libertario (“Anima brada” e “Eziologo” sono termini ricorrenti nelle sue citazioni) e dunque soggetto a frequenti crisi e rotture, ambientali e sentimentali
|(“..in piena rotta di collisione, sin dal 1984, con 1’omologazione, tecnocratica, dal Sistema sedicente “democratico” ).
Presente in numerose antologie, fra le sue pubblicazioni si ricordano: Biopsia (Gabrieli Ed.), Momenti e questioni levantine (Pantala Ed., O1anda), I viali di Rimbaud (Ediscoop Ed.), Blue jeans (Cronache Italiane Ed.), Il mio tempo, angolazioni & swing, Il gerundio stradale (editi da Zedda Ed.), I detriti necessarj (Ist. Italiano di Cultura Ed. ), L’ordine cavo (Temperino Rosso Ed.), Un percorso tascabile, in-frazioni di vita (Leonida Ed.).

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